L’Unione Europea contro la plastica monouso

Nel nord del Pacifico esiste un’isola delle dimensioni della Francia (circa 700.000 km), si chiama Pacific Trash Vortex ed è un’enorme accumulo di spazzatura galleggiante, costituita per lo più da materiale plastico.

Secondo un rapporto della Ellen MacArthur Foundation, in collaborazione con il World Economic Forum, se non facciamo qualcosa entro il 2050 nel mare ci sarà più plastica che pesci.

Più dell’80% dei rifiuti marini è plastica, il 70% è rappresentato da 10 prodotti di plastica monouso. La Commissione europea ha proposto una direttiva in data 28/05/2018, non ancora approvata dal Parlamento e Consiglio europei, riguardante “la riduzione dell’impatto di specifici materiali di plastica sull’ambiente”. Tale proposta rientra nella più ampia strategia dell’Unione sulla plastica e nel piano d’azione dell’economia circolare. Dunque l’obiettivo principale della direttiva è di prevenire e ridurre i rifiuti marini di plastica, in particolare quelli monouso e le reti da pesca contenenti plastica, attraverso l’attuazione di misure già previste nella strategia sulla plastica sopra citata:

  • Divieto di commercializzare determinati prodotti di plastica: dove esistono alternative facilmente disponibili ed economicamente accessibili, i prodotti di plastica monouso saranno esclusi dal mercato. Per esempio bastoncini cotonati, posate, cannucce…
  • Riduzione del consumo di determinati prodotti.
  • Obblighi per i produttori: i produttori contribuiranno a coprire i costi di gestione e bonifica dei rifiuti, come pure i costi delle misure di sensibilizzazione per alcuni prodotti (principio del “chi inquina paga”) come prodotti del tabacco con filtro (mozziconi di sigaretta), palloncini, salviette umidificate ecc.
  • Obiettivi di raccolta: entro il 2025 gli Stati membri dovranno raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande.
  • Prescrizione di etichettatura: alcuni prodotti dovranno avere un’etichetta chiara e standardizzata che spieghi come devono essere smaltiti.
  • Misure di sensibilizzazione: misure atte a sensibilizzare le persone sul tema dell’inquinamento dovuto alla plastica.

La proposta della Commissione passerà ora al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio. La Commissione esorta le altre istituzioni a trattarle in via prioritaria e a dare ai cittadini europei risultati tangibili prima delle elezioni di maggio 2019.

La Commissione ha previsto che grazie alla direttiva proposta si trarranno benefici ambientali ed economici, ad esempio si eviterà l’emissione di 3,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente; si scongiureranno danni ambientali per un costo equivalente a 22 miliardi di EUR entro il 2030; si genereranno risparmi per i consumatori dell’ordine di 6,5 miliardi di EUR.

Jyrki Katainen, Vicepresidente della Commissione Europea responsabile per il lavoro, la crescita, gli investimenti e la competitività (Commissione Juncker), ha dichiarato: “La plastica è un materiale straordinario, che dobbiamo però usare in modo più responsabile. I prodotti di plastica monouso non sono una scelta intelligente né dal punto di vista economico né da quello ambientale, e le proposte presentate oggi aiuteranno le imprese e i consumatori a preferire alternative sostenibili. L’Europa ha qui l’opportunità di anticipare i tempi, creando prodotti che il mondo vorrà procurarsi nei decenni a venire e valorizzando le nostre preziose e limitate risorse. L’obiettivo per la raccolta delle bottiglie di plastica concorrerà anche a generare i volumi necessari a far prosperare il settore del riciclaggio.”

Giacomo Pizzi
Area Sanità & Ambiente Milano

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