Insetti commestibili: la nuova sfida alimentare

La crescente popolazione mondiale, unita ad una domanda di cibo in rapida crescita, sta esercitando un’enorme pressione sui sistemi alimentari regionali, nazionali e globali. Per nutrire il mondo, è fondamentale la diversificazione delle fonti alimentari per il consumo umano e animale, in particolare delle proteine. Solo nei paesi in via di sviluppo il consumo di carne è in aumento del 5% all’anno (FAO, 2006). Per soddisfare questa esigenza, gli insetti sono stati identificati come un candidato adatto per integrare altre proteine animali (FAO, 2013), oltre a nuove/esistenti fonti di proteine vegetali.
Mentre alcuni paesi hanno incoraggiato la ricerca sugli insetti commestibili come cibo e mangime, come attività di sostentamento, nonché fonte di cibo nutriente, la legislazione che disciplina questa attività è ancora molto indietro. Inoltre, vi sono pochi quadri normativi che fanno riferimento in modo esplicito agli insetti come alimenti o mangimi. Vi è una notevole confusione nelle leggi, nei regolamenti e nei decreti che regolano la qualità, l’etichettatura e l’elaborazione delle catene di alimenti e mangimi. Nel complesso, si verifica raramente la menzione di insetti nei quadri normativi che disciplinano alimenti e mangimi; quando ci sono menzioni di insetti in questi quadri, vengono solitamente menzionati per motivi di igiene alimentare (limiti consentiti) o come uso di mangime per animali domestici come i rettili. In altri casi, definizioni come “prodotti animali” o “novel food” sono ambigue e spesso è incerto se gli insetti siano inclusi. Pertanto, in alcuni casi, è necessario che venga definita la menzione specifica degli insetti come prodotto alimentare nei quadri normativi, al fine di ridurre l’ambiguità.

L’inclusione nel Codex Alimentarius di specie di insetti commestibili raccomandate è un passo utile in termini di standard internazionali per l’industria. Inoltre, l’aggiunta di specie di insetti commestibili nel Codex aiuta anche gli Stati membri a sviluppare i propri standard complementari. Per fare questo, è necessario porre l’accento sullo sviluppo di metodologie e procedure di raccolta dei dati. I dati statistici sugli insetti commestibili sono molto scarsi; le rassegne internazionali, regionali e nazionali sul contributo monetario degli insetti commestibili al commercio interno e internazionale sono in gran parte sconosciute. Pertanto, è difficile sviluppare standard, in particolare a livello globale.
Per quanto riguarda il rischio dell’utilizzo di insetti come alimenti e mangimi, L’EFSA (European Food Safety Authority) ha affrontato questa domanda identificando potenziali rischi biologici e chimici, rischi di allergenicità e rischi ambientali. Il parere scientifico confronta anche questi rischi potenziali con quelli associati alle principali fonti di proteine animali. L’eventuale presenza di rischi biologici e chimici negli alimenti e nei mangimi derivati dagli insetti dipenderebbe dai metodi di produzione, da ciò di cui gli insetti si nutrono (substrato), dalla fase del ciclo vitale in cui vengono raccolti gli insetti, dalle specie di insetti e dai metodi usati per l’ulteriore elaborazione, così come affermano gli esperti scientifici dell’EFSA. L’EFSA conclude che quando gli insetti non trasformati sono alimentati con mangimi attualmente consentiti, il potenziale verificarsi di rischi microbiologici dovrebbe essere simile a quello associato ad altre fonti di proteine non trattate.

Le specie di insetti che hanno il maggior potenziale di essere utilizzate come cibo e/o mangime nell’UE comprendono mosche domestiche, vermi della farina, formichegrilli e bachi da seta.
Secondo il parere dell’EFSA gli insetti rappresentano un mercato alimentare di nicchia nell’UE, con diversi Stati membri che già segnalano il consumo umano occasionale. Nondimeno, l’uso di insetti come fonte di cibo e mangimi ha potenzialmente importanti benefici ambientali, economici e di sicurezza alimentare, tuttavia ancora in fase di studi specifici.

Mirko Marino
Tesoriere BeGov

 

 

http://www.efsa.europa.eu/it
http://www.fao.org/home/en/
https://europa.eu/european-union/index_it

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