Autostrade digitali: è la strada giusta?

Hanno destato molto scalpore le affermazioni del vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio pronunciate dal palco degli Stati generali dei Consulenti del lavoro quando ad un certo punto ha detto: “Possibile nuovo boom economico come negli anni ’60 con autostrade digitali”. Cosa sono e quali sono i presupposti per affidare così tanta speranza ed importanza a queste infrastrutture, novità assoluta per il nostro Paese?

Siamo in una fase di transizione importante, tra qualche anno il 5G entrerà, attraverso le sue mille applicazioni, prepotentemente nelle nostre vite. Dal lavoro al tempo libero, passando per la pubblica amministrazione e servizi essenziali, tutto sarà diverso e tutto verrà plasmato in base ai nuovi diktat della tecnocrazia predominante. Le multinazionali si rincorrono a ritmi incessanti, superando a volte di gran lunga gli impianti normativi attualmente esistenti e adeguando le esigenze della produzione e del profitto a quelle proprie dei clienti/consumatori proiettati in un futuro sempre più ricco di confort. L’Europa da anni invita i vari paesi membri ad iniziare una progettazione sull’adeguamento delle nostre autostrade ai più moderni sistemi tecnologici in tema di auto connesse e driverless. Novità queste che cambieranno radicalmente le nostre vite e che rivoluzioneranno tutto quello che fino ad ora conoscevamo circa il tema del trasporto merci/persone. Implicazioni economiche a parte la sfida è soprattutto culturale. Siamo realmente pronti a questa sfida? E successivamente, il nostro impianto normativo è pronto a recepire e “guidare” questo nuovo input politico. L’esigenza più che provenire dal cittadino sembra più un’imposizione del mercato e dei colossi tecnologici mondiali che hanno l’obiettivo di imporre un nuovo modello di società in cui le “cose” guideranno l’uomo verso una vita sempre più “automica”, concedetemi il neologismo.

Ovviamente anche l’industria deve fare la sua parte evolvendosi e conformandosi rapidamente a tale cambiamento, case automobilistiche avranno un ruolo centrale in questo graduale processo. Così come l’Unione Europea, che si gioca il ruolo di player mondiale sul tema, può ambire a raggiungere il ruolo di leadership acquisendo però delle precondizioni indispensabili, su tutte il completamento del mercato unico digitale e la diffusione della banda larga ad alta velocità. Alle driverless e connected car serviranno prima di tutto autostrade digitali per poter “macinare terreno”.

Sebbene sia allettante pensare e lavorare alla realizzazione di questi importanti progetti è necessario che tutto ciò sia al centro di un più grande e complessivo lavoro di adeguamento e messa in sicurezza delle nostre infrastrutture. La crescita economica e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini passano necessariamente da queste azioni. Non ci resta che attendere.

 

Domenico Tulino
Responsabile di Sede @ Unical

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